Il Fascino dei Nodi

A casa mia c’è una vecchia “barchessa” dove una volta c’erano le mucche e le galline e si tenevano gli attrezzi per lavorare i campi. Sotto un pezzo di tettuccio c’è la legna messa bene in fila, ci sono pezzetti di ramo gli uni sopra agli altri fino a formare una piramide stabile. I pezzi più in alto sembrano fieri della loro posizione, al cospetto di chi sta sotto e deve sopportare molta più pressione. E’ importante che non ci siano pezzi imperfetti  che farebbero in modo che tutta la struttura crolli.  Proprio a fianco di questi pezzi simmetrici, della stessa lunghezza e quasi dello stesso colore, in disparte, ci sono altri pezzi di ramo, grossi, pieni di nodi. Chiedo a mia sorella se sa perché sono lì. “I pezzi con i nodi, nella stufa esplodono”.

I pezzi con i nodi esplodono quando vengono bruciati per il nostro calore sicuro dentro le mura di casa. I pezzi con i nodi si sono ribellati alla naturale crescita dell’albero. Sono rami che restano attaccati all’albero ma in realtà sono morti.

Non è forse il disegno di qualcosa che conosciamo bene?

Nasciamo e cerchiamo sin da subito di uniformarci agli altri per tenere la piramide bella in piedi. Ma c’è chi non ci sta e cerca di crescere a suo modo, talvolta facendo crollare qualche pezzetto di struttura. Ma subito verrà rimpiazzato, verrà raddrizzato..  da qualcuno più.. perfetto.  Allo stesso tempo c’è chi muore dentro, ma resta attaccato alle cose distaccatamente. Ed è li che si formano i nodi, che come cappi ti possono tenere stretto a ciò che ami e al contempo farti morire per ciò che odi. O il contrario, perché no. Fatto sta che i pezzi  imperfetti e quelli morti dentro non sono nella piramide e non finiranno nella stufa di nessuno.

Mentre i pezzi perfetti guarderanno dall’alto in basso, i pezzi con i nodi resteranno appoggiati ad un muro ad asciugarsi, scrutando il Sole che si alza all’alba e scende al tramonto. E passeranno le notti a raccontarsi storie sotto alle stelle.
Sono sicura di averi appena sentiti bisbigliare, sono sicura che siano vivi… E mi chiedo, chi tra questi rami è il più felice? Quelli là sopra o quelli quaggiù?

THE CHARM OF THE NODES

In my house there is an old “barn” where once there were cows and chickens and some agriculture tools. Under the roof there are many pieces of wood put well in rows, there are some branches one above the other to form a stable pyramid. The higher pieces seem proud of their position in the face of those who are below and must withstand a lot more pressure. It’s important not to put imperfect pieces because the whole structure would collapse. Right next to these symmetrical pieces of the same length and almost the same color, one side, there are other pieces of wood, big, full of knots. I ask my sister if she knows why they are there. “The pieces with knots explode in the stove”.

The pieces with knots explode when they are burned to heat our safe rooms within the walls of the house. The pieces with the nodes have rebelled against the natural growth of the tree. They are branches that remain attached to the tree but they are dead.

This is the design of something we know pretty well, isn’t it?

We are born and we try right from the first minute to conform to the others and to keep the pyramid in a good standing. But there are others who try to grow in their own way, sometimes bringing down a part  of the structure. But soon they will be replaced by someone more .. perfect. At the same time there are those who die inside, but remains attached to the things in a detached way. And that’s the moment in wich the nodes grow, and the slipknot helps you to stick to what you love and at the same time to die for what you hate. Or the opposite, why not. The fact is that the imperfect pieces and those who are dead inside won’t fit in the pyramid and will not end up in the stove to anyone.

While the perfect pieces look down on them, the pieces with knots remain leaning against a wall to dry, watching the sun rising at dawn and setting at sunset. They will spend the night telling stories under the stars.

And one day someone came across that place, to photograph them, admire them and ask then, who among them is happier?

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