Il Pozzo Nero

Arrivata in fondo al pozzo puoi decidere di spezzarti le unghie e sfasciarti piedi e ginocchia per risalire le pareti umide e viscide.
Oppure sederti.
Qui sotto l’acqua é stagnante e puzza ma rispetto alla frenesia degli uomini che c’é la fuori e il loro odore di carne morta, questo é il paradiso. Sono caduta qui dentro non perché mi ci hanno spinto, ma per esplorare il nero che si vedeva dal di fuori.. E così ci son finita dentro. É paradossale invece quanto bianco e celeste si vede da quaggiù. I primi giorni é dura ma ci si abitua..
Qualunque parola anche se pronunciata a bassa voce ha il suo eco e la puoi riascoltare. Vale la pena dire cose belle che ti ritornino indietro quindi. Vale anche per i pensieri.
Ci si dimentica della propria routine alzataccia-colazione-tragitto-lavoro-cibo-lavoro-palestra-bere-dormire. Quello che si vede sono pareti nere, oleose, ragnatele e ragni. Meglio di tante facce che si vedono in tram la mattina o di certi ceffi buoni solo a finire lo stipendio in bicchieri colmi di bevande alla cocciniglia. Non mi annoio qui. Penso molto a come stavo fuori ma non vedo differenze. Non ero invischiata in lavoro, dieta, gossip e moda pertanto star qui non mi pesa.. Non esistevo prima per la società, ora meno che meno. Ieri due poliziotti hanno urlato il mio nome Cloe cloe cloe cloe.. Io non ho risposto, posso essere al mondo ma non esistere, non avere un nome e non essere nessuno, vi immaginate? Per la maggior parte della gente questo significa non avere uno scopo per cui vivere. Per me non avere più identità é un regalo troppo grande.

Nelle fessure dei mattoni nascondo i miei appunti così chi ricadrà qui per guardare da vicino il nero potrà trovare conforto in se stesso come io l’ho trovato in me.

“cala, cala.. Ok ci sono.. Donna, sui 25anni.. é morta, in avanzato stato di decomposizione.. c’é della roba scritta, sembra un diario”..

 

A DARK HAPPYNESS WELL

When you get to the bottom of the well you may want to break your nails and smash your feet and knees to climb up the damp and slippery walls.

Or sit down.

Here the water is stagnant and stinks but compared to the men’s frenzy out there and their dead flesh smell, this is heaven. I fell in here not because somebody encouraged me, but to explore the black that I could see from the outside .. That’s why I’m here now. It is rather paradoxical how white and blue can be seen from here. The first few days it was hard but you get used to.

Any word you pronounce, even in a low voice, has its echo and you can listen to it. So it is worth mention good things because they’ll return you back then. That’s the same for the thoughts.

Here you can forget the routine wake badly up-have breakfast-go to work-get food-go to work-go to the gym- have some drinks-go to sleep. What you see are black, oily, with cobwebs and spiders walls. Better than many faces you can see on the morning tram or jerks able just to end up their salary into glasses full of cochineal drinks. I do not get bored here. I think a lot about how I was out but I do not see differences. I wasn’t caught up in work, diet, gossip and fashion so I do not mind being here .. I did not exist prior to society, now less than ever. Yesterday, two policemen shouted my name: “Cloe cloe cloe cloe!!” .. I did not answer, I can be in the world but at the same time I don’t exist,  I don’t have a name anymore, and I’m nobody. For most people this means not to have a purpose to live for. For me, not to have an identity anymore is the biggest gift.

In the cracks of those bricks, I’m going to hide my notes, so who will fall here to look closely at the dark, he will find comfort in himself as I have found in me.

 

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